Cosa vedere in Ciociaria: i musei

2 Musei da vedere in Ciociaria

La Ciociaria è quel pezzo di terra a sud di Roma genericamente identificato (in maniera non del tutto precisa) con la provincia di Frosinone. E’ un territorio storicamente devoto alla pastorizia e all’agricoltura e infatti in nome deriva dalle ciocie, tipiche calzature usate dai pastori e dai contadini.

Vedremo 2 musei molti interessanti per comprendere la storia di questo territorio

Museo archeologico dell’Abbazia di Casamari

Il Museo archeologico dell’Abbazia di Casamari (http://www.casamari.it) nella veste attuale ha aperto al pubblico a luglio 2003. Il Museo dell’Abbazia raccoglie una serie di reperti archeologici d’epoca romana pertinente all’antica Cereatae Marianae, ritrovati quasi tutti nelle immediate vicinanze dell’abbazia, e le tele che, negli ultimi quattrocento anni, sono rimaste esposte in chiesa e in altri ambienti del monastero.

Accanto al materiale archeologico delll’età romana, trovano posto alcuni reperti paleontologici, manufatti d’epoca preistorica e pre-romana, oggetti provenienti da altre località della media Valle del Liri. Sono cippi marmorei, are pagane, frammenti di pavimento a mosaico, colonne, capitelli, lastre di marmo, intonaci, stucchi, statue, monete, ex voto in terracotta (statue, busti, teste, piedi, mani e bovini databili tra la fine del III e gli inizi del I sec. a.C.), vasi e lucerne fittili, unguentari, oltre a una zanna di progenitore dell’attuale elefante (risalente a circa 800.000 – 120.000 anni fa), rinvenuta nel letto del torrente Amaseno.

E’ anche presente, in esposizione, un ritratto maschile degli inizi del I sec. d. C., che proviene dalla valle del Liri, e un’ara in marmo con una dedica alla dea Iside (fine I sec. a.C. – inizio I. sec. d.C.) ritrovata in località San Paolo nel territorio di Arpino.

Molta attenzione è posta alla didattica, grazie a una serie di pannelli e infografiche utilissime per capire le funzionalità degli degli oggetti antichi.

Di tutto rispetto la pinacoteca con opere rappresentative del seicento e del settecento. Tra le tele più interessanti della raccolta, segnaliamo: L’elemosina di San Lorenzo di Giovanni Serodine, Gesù e la samaritana di Annibale Carracci, il Riposo durante la fuga in Egitto di Annibale Carracci, la Madonna con il Bambino e San Giovanni Batista tondo di scuola raffaellesca inserito in una grande tela forse di Pompeo Batoni, la Madonna della scuola del Sassoferrato, la Maddalena del Bilivert, Sant’Ambrogio e Sant’Agostino di un ignoto caravaggesco, la Madonna con il Bambino del Solimena, la Deposizione di Filippo Draghi e il Martirio di san Lorenzo di Girolamo Siciolante da Sermoneta.

In questi locali sono conservati anche i resti di pregevoli affreschi provenienti dalla vicina chiesa di Santa Maria di Reggimento, probabilmente sede della primitiva comunità benedettina, riutilizzata poi dai Cistercensi nella prima decade del XIII secolo durante la ricostruzione del complesso monastico: essi raffigurano il martirio e la beatificazione di San Tommaso Becket.

Museo della Civiltà Rurale

Il Museo della Civiltà Rurale (situato in via via dei Franconj a

Santa Francesca di Veroli – FR) si avvale del materiale messo a disposizione dall’Associazione culturale “LA VETTA” che da tempo impegnata nella ricerca storica, è riuscita a dare una nuova vita a diverse centinaia di utensili, attrezzi e oggetti che hanno caratterizzato il lavoro nei campi e nelle case, dall’antichità sino al passato recente.

Questa opera di recupero delle tradizioni e delle memorie della civiltà contadina, ha permesso di ricostruire interi spaccati di vita locale legati a mestieri oggi scomparsi (o quasi) surclassati dalle moderne tecnologie, salvando attrezzi ed oggetti che, altrimenti, sarebbero andati irrimediabilmente perduti.

Il Museo della Civiltà Rurale e degli antichi mestieri, come diversi altri in Italia, è un percorso centrato sulla “Memoria” e mira al recupero e alla difesa delle culture locali, riportando alla luce le antiche manifestazioni creative dell’uomo, come le tradizioni popolari e gli antichi mestieri, attraverso l’esposizione di oggetti del vivere quotidiano di ieri.

In questo modo ci può avvicinare ad una civiltà di carattere pre-tecnologico.

via IlComuneInforma