Cosa vedere ad Aosta: bellezze naturali e resti romani

Città di Aosta

Aosta, capoluogo dell’omonima provincia, è un comune di circa 35.000 abitanti, sparsi per dodici differenti centri abitati quello omonimo e 11 frazioni. In posizione sulla riva sinistra della Dora Baltea, a 583 metri di altezza, è centro turistico di primo ordine per le bellezze naturali e per i resti di edifici romani. Su Aosta dominano importanti montagne tre le quali: la Becca di Nona, il Monte Emilius, Punta Chaligne e la Becca di Viou.

Cosa vedere e visitare ad Aosta

Per una eventuale visita alla città i monumenti da non perdere sono:

L’Arco di Augusto, risalente al 25 a.C. e contemporaneo alla fondazione della città; S. Orso il più grande complesso medievale dominato dal sua campanile romanico (1131).

Nel fondo vi è la Collegiata di antica origine (994-1025) ove al sua interno possiamo ammirare alcuni affreschi di fine ‘400, il “coro” ligneo intagliato (1600), cinque pregevoli vetrate di fine ‘500 e soprattutto il chiostro romanico del XII secolo.

La Porta Pretoria invece faceva parte dell’antica cerchia urbana (1° secolo a.C.), e nel vicino Parco archeologico del teatro romano vi sono: il convento di S.Caterina (XIII sec.) e alcuni resti dell’anfiteatro.

Nel visitare Aosta è inoltre interessante fare il giro delle mura, ben conservate, dove si possono vedere numerose torri dell’epoca.

La particolare gastronomia offerta dai ristoranti di questa regione alpina, dove l’allevamento ha un ruolo predominante ed essenziale, trova le sue basi nella carne, nelle verdure e nei latticini.

All’inizio di un buon pranzo nella provincia di Aosta si potrebbe trovare il tipico “jambon de bosses DOP”, coscia di suino aromatizzata e stagionata oppure l’ottimo “lardo d’arnad” che si gusta a fette sul pane nero a volte con l’aggiunta di un velo di miele.

Nella lista dei primi piatti è classica la “fondue” da accompagnare con dadini di pane tostato o con polenta. Tra le tipiche minestre locali troviamo: l’antica “seupa de gri” a base di orzo cotto con costine di maiale e verdure di stagione. La “soupe paysanne” minestra di pane segale a tocchetti con fontina , toma, burro, cipolla e aromi. Dalla valle di Cogne si segnala la “soupe cogneintze” si gratina in forno in un tegame con pezzi di pane di segale, fontina, riso e brodo di carne. Non possono infine mancare i “gnocchi alla fontina” di patate conditi con abbondante burro e fontina, o con fonduta, quindi passati inforno a gratinare.

Tra i secondi piatti la cucina contempla ad esempio il “camoscio o capriolo alla Valdostana”, in genere coscia o filetto messi a bagno con vino rosso e aromi, rosolati, spruzzati di grappa e portati a cottura nella marinata.

La “carbonade” carne di manzo in cubetti cotti nel vino con cipolla, sale e pepe e si serve con polenta fresca. Classica è la “cotoletta alla valdostana”, si prepara aprendo a libro una cotoletta di vitello imbottita con fontina e prosciutto cotto, impanata e fritta nel burro.

Tra i formaggi è rinomata la “fontina DOP” ottenuta da latte intero di vacche di razza valdostane, la ricchezza del foraggio è alla base della qualità del prodotto, ottimo anche il “valle d’Aosta fromadzo dop” formaggio a pasta compatta tratto da latte sia vaccino che caprino.

Il palato sarà deliziato anche dai tipici dessert: “blanc manger”, dolce al cucchiaio a base di panna, zucchero e vaniglia; il “fiandolein” zabaglione con latte, zucchero, rum e limone; le “tegole di Aosta” tavolette di pasta di mandorle, in certi casi anche ricoperte di cioccolato.

E’ doveroso, per accompagnare queste gustose pietanze, degustare anche gli ottimi vini locali; tra i rossi si elencano: “arnad montjovet”, “chambave”, “donnas”, “enfer d’arvier”, “fumin”, “nus”, “gamay”, “torrette”; mentre i bianchi sono: “chardonnay”, “muller turgau”, “pinot grigio”, “Petit arvine”, “blanc de morgex spumante”, “chambave moscato” e il “nus malvoise spumante”.