Cosa vedere a Chieti: l’antica “Teate Marrucinorum”

Città di Chieti

Le origini antichissime della città affondano nella notte dei tempi. Secondo la leggenda fu Achille, l’eroe greco, a fondare il centro.

Chieti è capoluogo di provincia della regione Abruzzo e conta circa 63.000 abitanti. Questa bellissima città sorge a circa 350 metri di altezza s.l.m. Su una zona collinare lambita dalle acque del fiume Aterno-Pescara e dall’Alento.

Cosa vedere a Chieti

Anticamente era chiamato “Teate Marrucinorum”, probabilmente in riferimento alla collina sulla quale era sorta. Un tempo era attraversata dalla via Tiburtina Valeria che arrivava fino a Roma e che rappresentava il principale punto per gli scambi commerciali.

Chieti conserva tutta la bellezza dell’epoca romana e medievale: le sue strade sono ricche di testimonianze artistiche che ci fanno subito capire come questa città sia stata per lungo tempo il centro culturale di diversi popoli.

Per chi volesse visitare la città, una delle prime opere che si notano appena si arriva è la “Cattedrale”, dedicata a San Giustino è situata in “Piazza Vittorio Emanuele II, all’interno è divisa in tre navate e conserva notevoli opere d’arte come il grande “Altare” in marmo e una statua del “Patrono” in argento. Chieti in passato era circondata da un’imponente cinta muraria, oggi rimane a testimonianza la “Porta Pescara”.

Da non perdere il “Teatro Marrucino” decorato da preziosi stucchi. La visita prosegue nell’arena della “Civitella” e nel “Museo Archeologico Nazionale” dove è possibile vedere alcuni preziosi oggetti tra cui il famoso “Guerriero di Capestrano”. Altro splendido esempio dell’età imperiale sono le “Terme”; ed infine si completa la visita con il “Seminario Diocesano” e una passeggiata nei giardini dell’ottocentesca “Villa Comunale”.

Per quanto riguardo la gastronomia nei ristoranti tipici della provincia è possibile degustare ottime specialità e tra i primi piatti possiamo trovare: le “Turcenelle in salsa di pomodoro” oppure una “Zuppa di lenticchie e castagne”, il palato sarà anche deliziato anche da una buona e succosa “Polenta e fagioli all’abruzzese” ma anche da una “Polenta al sugo di papera muta” o magari le “Tacconelle asparagi e ventricina”.

La cucina riserva ancora sorprese con le pietanze: le “Sarde in purgatorio” con aglio prezzemolo e olio; “Trippa all’agro” con carota cipolla prezzemolo e sedano; “Salsa d’agnello e peperoni” con pomodori,peperoni, aglio, alloro e vino bianco; un buon “Timballo di carciofi” ripieni di ragu e pecorino; tra le numerose proposte vi è anche il “Coniglio ripieno alla chietina” con pecorino, pistacchi, uova e vino bianco; oppure uno “Spezzatino d’agnello al vin cotto”, ma anche il “Sugo di papera muta” con pomodoro, sedano, carota, cipolla e vino rosso; non dimentichiamo le “Seppie alla Sanvitese” con vino bianco, prezzemolo, aglio e succo di limone, come pure la “Pizza salsicce e ciccioli” ed anche la “Pizza e foje” gradevole impasto con un misto di verdure di stagione.

Tra gli svariati dolci locali troviamo la “Svivitella” di farina, zucchero, latte vanillina oppure le classiche “Chiacchiere abruzzesi”; ad una delizia del palato ne segue un’altra come la “Composta di sanguinaccio” preparata con zucchero cioccolato strutto mosto cotto caffè e mandorle.

Riguardo i vini della provincia si possono assaporare tra i bianchi: il “Trebiano d’Abruzzo”, il “Colli del Sangro” frizzante o novello, il “Colline teatine” ed il “Del Vastese o Histoniun”, mentre i vini rossi prevedono un “Torre di Chieti”, un “Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo” oppure, poco dopo la vendemmia, un delicato “Rosso novello”.