Cosa fare e vedere a Novara

Città di Novara

Novara è situata tra il torrente Agogna e il Terdoppio e dista 101 chilometri da Torino e 50 da Milano. La città ebbe origini antichissime, tanto che quando si formò nella sua totalità, Roma non
esisteva ancora.

Con l’occupazione romana (196 a.C.) si chiamò Novaria. La città era difesa da mura costruite con grandi ciottoli di fiumi alternati da corsi di mattoni. Tratti di queste mura sono visibili in piazza Cavour e in largo Solaroli. Le mura erano lunghe più di 2 km, in esse si aprivano quattro porte da cui partivano le strade che collegavano: Milano, Vercelli, Tortona e Voghera e verso nord con i valichi dell’Ossola. Fu nel tempo in cui i Longobardi, anno 569, si stabilirono nel territorio, che risalgono le prime testimonianze del culto a San Gaudenzio e, si ha notizia di una chiesa, costruita fuori dalle mura nella quale era custodito il corpo del Santo Patrono.

Arrivando a Novara possiamo iniziare la nostra visita dal cuore della città, ammirando il Broletto, il Palazzo dell’Arengo ed il Palazzetto dei Paratici che risalgono al XIII secolo, il Palazzo del Podestà ed il Palazzo della Referendaria, che sono della fine del XIV secolo.

Tra le chiesa più importanti ricordiamo: la Cappella di San Siro, edificata attorno alla seconda metà del XII secolo; la Basilica di San Gaudenzio, i cui lavori ebbero inizio nel 1567; il Battistero, edificio paleocristiano che risale al IV-V secolo; la chiesa di San Martino; e la Chiesa di San Pietro al Rosario del 1599-1618. Una visita è d’obbligo anche al Duomo la cui attuale struttura risale alla seconda metà dell’ottocento; e infine il Museo di Etnografia, il palazzo Foraggiana e il palazzo del mercato situato nella suggestiva Piazza Martiri della Libertà.

I piatti tipici della provincia sono perlopiù legati alle risorse locali della campagna quali ad esempio la paniscia gustoso risotto rosolato nel lardo cipolla burro e brodo di verdure di stagione; i classici cannelloni ripieni di carne e con besciamella cotti nel forno ed ancora il grasso d’alpe utilizzato per fare la succulenta polenta concia.

Non da meno sono gli insaccati: come i salamin d’la duja ottenuti con trito di carni di grasso o pancetta con sale, spezie e aglio bagnato nel vino e conservati sotto strutto in orci di terracotta; la fideghina piccola mortadella di fegato; i sanguinacci con sangue del maiale unito a pezzetti di lardo, pane grattugiato, spezie aglio e vino. La rustida con la polenta, piatto tipico di Oleggio, preparato con cipolla, pomodoro, pezzetti di cuore, polmone, salsiccia e lombo di maiale.

Altri cibi tipici sono le rane: riso e rane, il brodo di rane, rane in guazzetto, fritte o ripiene. Classico di Borgomanero è il tapulone: con carne tagliata finemente e fatta rosolare con: olio, burro, aglio, lauro, rosmarino e bagnato durante la cottura da brodo e vino; e non dimentichiamo lo squisito gorgonzola con le sua caratteristiche striature verdognole.

Semplici e sfiziosi sono anche i dolci offerti dai ristoranti locali come i biscottini di Novara senza grassi, oppure il pane di San Gaudenzio ricoperto di mandorle nocciole e bianco d’uovo, la focaccia all’uva fragola ed infine i delicati brutti ma buoni di Borgomanero.

Dal nebbiolo che è il vitigno di base nascono le quattro Doc storiche: il boca, il ghemme, il sizzano e il fara. Inoltre vini bianchi e rossi delle Doc Colline Novaresi:, barbera , bonarda, croatina, spanna e vespolina.