Cosa vedere a Cuneo e dintorni

Cosa vedere a Cuneo

Istituita nel 1859 è stata fino al 1920 la quarta provincia italiana per estensione preceduta dalle sole province di Sassari, Cagliari e Torino.

Cuneo è un comune di circa 55.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. Fondata nel 1198 su un altopiano a triangolo, a “cuneo” appunto, posto alla confluenza in pianura fra il fiume Stura e il torrente Gesso. Il nucleo più antico della città sorge sulla punta ed è caratterizzato da un impianto a scacchiera lungo una via mediana (via Roma) di epoca medioevale.

A Cuneo possono essere visitate numerose attrattive di carattere storico artistico che testimoniano il glorioso passato della città. Tra le testimonianze di epoca medievale meglio conservate ricordiamo la Cattedrale, risalente al 1662 e dedicata a Nostra Signora del Bosco, di forme neoclassiche. Tra gli altri edifici religiosi possiamo ammirare la chiesa di S. Ambrogio, eretta intorno al 1200. Da non perdere una visita al mirabile Santuario della Madonna della Riva eretto nei primi anni dell’ottocento, e la villa Tornaforte.

La provincia rappresenta la realtà più importante nel panorama regionale dell’agricoltura: grandi vini, colture di pregio, allevamenti di grande qualità ed eccellenti prodotti con riconoscimenti a livello comunitario.

I ristoranti della zona, agevolati dai prodotti della campagna e dai selezionati allevamenti, offrono ai buongustai ottimi cibi riconosciuti anche dai numerosi amanti della buona cucina provenienti anche da altre regioni.

Per incominciare un classico pasto prevede varie portate tra cui i salumi anche aromatizzati al tartufo, il cotechino in crosta al castelmagno, vitello tonnato, peperoni con salsa di bagna caoda, acciughe al verde, il vitello tonnato e molte altre curiosità dettate dall’estro dei vari cucinieri.

Tra i primi piatti, famosi sono gli agnolotti “del plin”, termine che identifica il modo di chiusura del ripieno con le mani, altro piatto speciale sono i ravioles al castelmagno con burro fuso ed il tipico formaggio. Altri primi locali sono i risotti: ai filetti di trota, al barolo e alla salsiccia; caratteristiche sono le tagliatelle di novegigola con farina di castagne frumento uova lardo e pecorino. Da non perdere una buona fonduta alla piemontese con fontina, burro, latte e tuorli d’uova ove vengono intinti cubetti di pane dorati.

Tra le varie minestre segnaliamo in particolare la crema di sedano con castelmagno ed anche una buona zuppa d’orzo walser.

Ed eccoci alla decantata “bagna cauda” salsa di olio,aglio e acciughe ove si intingono preferibilmente i cardi gobbi di Nizza o anche altre verdure di stagione.

Con i secondi piatti, grazie all’ottima carne piemontese garantita dalla tutela dei consumatori, nei ristoranti non mancano pietanze quali un buon brasato al barolo, oppure il classico bollito misto con i vari intingoli tra cui la salsa verde, in alternativa la carne all’albese con fettine di carne cruda di sanato con grana e tartufo bianco, e ancora la finanziera con un misto di carni meno nobili rosolate con marsala, e magari dei buoni arrosti di maiale o pollo ripieni alle castagne; il tutto può essere accompagnato dagli ottimi funghi delle valli cuneesi oppure con polenta.

Non possono mancare i formaggi come: il bra, il castelmagno, il murazzano, la toma, i “ tomini dal mel” e la raschera.

Per chiudere degnamente il pasto i dolci locali sono: la torta alle nocciole di Langa oppure il tipico “Bunet” cotto al forno o a bagnomaria con uova zucchero cacao limone latte e amaretti, o anche il “dolce della Cattedrale” con grappa latte e frutta.

Il palato sarà deliziato doverosamente dai famosi vini: barolo, barbaresco, nebbiolo, dolcetto, barbera, pelaverga, rosso arneis e birbet.