Cosa vedere a Parigi: tra catacombe e cimiteri

Cosa vedere a Parigi: tra catacombe e cimiteri

Forse non tutti sanno che la “capitale mondiale dell’amore” non è solamente meta di coppiette in una fuga romantica, ma ha ben altro da offrire al viaggiatore, al di fuori degli stereotipi comuni.

Va da sé che una passeggiata al tramonto in riva alla Senna rimane tra la top ten delle cose da fare se ci si trova a Parigi con la propria anima gemella. Tuttavia, quanti tra i milioni di turisti che si recano nella capitale francese, sono a conoscenza della “Parigi sotterranea”? Quanti dedicano una giornata a visitare uno dei tre grandi cimiteri di Parigi, dove sono sepolti i grandi artisti che furono l’anima della città?

Cominciamo con le Catacombes, immagine speculare (o quasi) della capitale che si dirama sotto la sua superficie. In alcune parti queste catacombe sono un vero e proprio “ossario”: nate come miniere furono scavate nel tufo , nel 1700 divennero luogo di accumulo di ossa e scheletri, operazione voluta dal governo francese a causa del “sovraffollamento” dei cimiteri parigini.

Queste gallerie, che si estendono per centinaia di chilometri, vennero utilizzate anche come rifugi nel corso della seconda guerra mondiale, ma anche come nascondigli o segrete, persino luoghi di ritrovo per feste universitarie, ovviamente illegali.

Gli appassionati delle catacombe vengono chiamati catafili, e la polizia parigina ha addirittura costituito un nucleo speciale che si occupa di contrastare questo fenomeno (per l’appunto, il catafilismo): entrare nelle catacombe infatti è reato amministrativo.

Tuttavia, una parte di catacombe è visitabile dal grande pubblico, accessibili sull’avenue du Colonel Henri Rol-Tanguy – le riconoscerete dalla coda all’entrata. L’ingresso recita:”Arrete! C’est ici L’Empire de la Mort“.

Si tratta di un percorso imperdibile per i turisti: si passa attraverso un tunnel, le cui pareti sono in parte costituite da ossa umane; per tutto il percorso si possono leggere iscrizioni su placche di marmo di poeti e scrittori più o meno famosi.

Queste citazioni sono sia massime brevi che riflessioni profonde sulla vita e la morte e la fragilità degli esseri umani; ce ne sono molte in francese, tante in latino e alcune persino in italiano. Ecco un esempio:

“Esistenza dell’uom! Solo un istante/Infra il nulla e la tomba altro non sei:/Allo spettacol fiero errano avante,/Miserabil comparsa , arme e trofei;/Fugge la tela, e appar cambiato il soglio/In erto sì, ma ruinoso scoglio.”

Un altro esempio: “Parlate, orridi avanzi; or che rimane/Dei vantati d’onor gradi e contrasti?/Non son follie disuguaglianze umane?/Ove son tanti nomi e tanti fasti?/E poiché andar del mortai fango scarchi”.

E infine: “”O poca oscura cenere, ti veggo,/E mal ciò che m’inspiri, esprimer tento;/Io leggo in te dure vicende, io leggo/I perigli d’un tardo pentimento;/E mentre in te riguardo e a te ripenso,/M’appare il mondo un punto nell’immenso.”

Chi è alla ricerca di un soggiorno “alternativo” non può perdersi una visita ai cimiteri storici di Parigi, il Père-Lachaise su tutti, ma favolosi sono anche quello di Montmartre a nord e Montparnasse a sud.

Il più piccolo è indubbiamente però il cimitero di Passy, nel centro di Parigi (su di esso sovrasta l’immagine della Tour Eiffel). In esso sono sepolti, tra gli altri, i resti del famoso pittore Manet e della pittrice Berthe Morisot e del compositore Debussy.