Cosa a vedere a Bolzano: mix di storia e tipicità

Storia e Cose da vedere a Bolzano

Bolzano è una città fiorente con un’economia forte, basata sui servizi e sul turismo. Viene spesso chiamata “La porta delle Dolomiti”.

La storia di questa città, di circa 100.000 abitanti, risale ad oltre 2000 anni fa.

Il visitatore che vi giunge probabilmente capirà il motivo per la quale è nota; il Catinaccio (Rosengarten), una delle montagne più conosciute delle Dolomiti, è visibile molto bene dal vecchio centro storico della città e lo spettacolo offerto dalle montagne verdi con le guglie rosa ed innevate d’inverno è infatti unico. Bolzano è inoltre attraversata dalle acque del torrente Talvera, che confluisce nel fiume Isarco, il quale a sua volta si immette nell’Adige.

Cosa vedere a Bolzano

Per chi volesse visitare la città, piazza Walther è il punto centrale d’incontro, circondata dalla “città vecchia” che è ora un’ospitale zona pedonale.

L’itinerario può iniziare dalla “Cattedrale” con il suo elegante campanile, a pochi passi la “Chiesa dei Domenicani”, edificata nel 1272, con il suo chiostro e la Cappella di San Giovanni decorata con affreschi di pittori della scuola di Giotto, la chiesa Francescana con i suoi graziosi chiostri, il pittoresco mercato della frutta, e ancora i castelli “Maretsch e Runkelstein” e le antiche fortificazioni di Castel Firmiano che ospita il Museo della Montagna “Messner”.

Per quanto riguarda la gastronomia, mai come in questa regione un confine provinciale sancisce un passaggio di sapori cosi netto e deciso: da una parte i sapori trentini, vigorosi e ancora padani; dall’altra quelli altoatesini, delicati e d’ascendenza transalpina.

I piatti tipici pertanto prevedono tra i primi: il “Risotto al Teroldego” oppure i “Ravioli della val Pusterla” di pasta di segale farcita con spinaci, ricotta ed erba cipollina, ottimi anche gli “Gnocchi di Ricotta” impasto di ricotta, farina, uova e si unisce poi burro, formaggio e grana.

Immancabili i “Canederli / Knodeln” grossi gnocchi sferici serviti in brodo o asciutti ma anche per accompagnare un umido di carne. Tra le minestre classica è la “Frittatensuppe” preparata con frittatine sottili tagliate a striscioline fatte con uova, farina e latte, insaporite con prezzemolo e si servono in brodo di carne con erba cipollina, oppure una ottima “Minestra d’orzo”.

Tra le pietanze, magari accompagnate da una buona “Polenta di patate” con farina gialla mescolata ad un soffritto di cipolla e patate bollite, un piatto fondamentale è il “Gulasch” alla maniera della vai Pusteria, oppure il “Camoscio alla Tirolese” marinato in vino e aceto con molti aromi e cotto con vino rosso e panna acida. Altra specialità sono le “Lumache alla Meranese”, che ridotte a pezzettini, si soffriggono con lardo e aromi; infine non dimentichiamo la “Carne salada e fagioli”: coscia di bue in salamoia alla piastra.

Da non domenticare il decantato “ Speck” che viene prodotto nello stesso modo da generazioni, come pure i “Wurstel” nelle sue molteplici varietà.

Il palato sarà deliziato anche con i dolci locali come: il sontuoso “Zelten” che ha per base una pasta di pane di segale arricchita con fichi secchi, datteri, uva sultanina, pinoli e noci, si cuoce in forno e si spennella con miele ; anche la “kastanientorte” , è caratteristica di Bolzano e si prepara con castagne schiacciate, mescolate con burro, zucchero, farina e uova, dopo la cottura in forno si serve coperto di panna montata; e per finire non dimentichiamo il notissimo ed ottimo “Strudel di Mele”. I vini, nonostante ultimamente si coltivino anche con altri vitigni, due sono quelli autoctoni: il “Lagrein e il “Santa Maddalena” entrambi DOC.