Cosa vedere in Campania: Popolazioni italiche

Popolazioni italiche in Campania

I Greci usavano chiamare le terre oltre il mare ad occidente Esperia, successivamente assunsero il nome Ausonia dall’omonima popolazione che vi abitava. Così come ricordato da Dionigi da Alicarnasso, o da Sofocle, questi territori si estendevano dallo stretto di Sicilia al mare Tirreno.

Dalla fine del VI secolo e per tutto il V secolo a.C. il Lazio centromeridionale è dominato dai Volsci, discendenti diretti degli Ausoni sono gli Aurunci confinati tra Liri ed il Volturno: prima delle immigrazioni che si ebbero in europa meridionale il popolo degli Aurunci occupava gran parte delle regioni meridionali.

Agli inizi del IX secolo a.C. la Campania è intensamente popolata ed etruschizzata soprattutto nelle pianure di Capua e della provincia di Salerno, lo storico Strabone parla di una popolazione chiamata Opici che occupava inizialmente la Campania, successivamente ad avere il predominio su questa regione vi furono gli Ausoni, poi i Cumani, poi i Tirreni e infine i Sanniti.

Dall’incontro dei Sanniti con gli Opici discendono gli Osci che occuparono nel V secolo a.C. l’area liberata dagli Etruschi negli insediamenti di Nola, Abella, Nocera e Cava. Parecchie sono le popolazioni che appartengono allo stesso ceppo dei Sanniti, ricordiamo le comuni origini con i Sabini, i Piceni e i Lucani; tutte queste popolazioni avevano un modello sociale basato sull’agricoltura e la pastorizia. La popolazione dei Lucani proveniva dall’appennino centrale, si spostò nelle terre degli Enotri e dei Choni ed infine nel V secolo a.C. verso le coste tirreniche.

Nel IV secolo a.C. occupano stabilmente le terre tra il Sele, il Bradano e il Crati, secondo Strabone la Lucania si estendeva tra la costa del Tirreno e quella del mare di Sicilia, dal fiume Silaro (Sele) al Lao; in base a quanto scritto da Plinio le varie tribù vi sarebbero giunte guidate da un condottiero, Lucio, che ricorda il nome dell’animale sacro per quelle popolazioni il Lupo o lykos dal greco.

E’ sempre Plinio a descrivere i Lucani come una popolazione composta da undici gruppi etnici: gli Atinati, i Bantini, gli Eburini, i Grumentini, i Numistrani, i Potentini, i Sirini, i Sontini, i Tergiani, gli Ursentini e i Vulcentini. In pratica i Lucani arrivati sul fiume Sele occuparono dapprima Eboli, l’antica Eburum, dove ancora oggi vi sono tracce di pietre poligonali di grosse dimensioni a testimonianza delle popolazioni che già vi abitavano e precedevano i Lucani; successivamente risalendo il fiume Sele avrebbero occupato Buccino, l’antica Volceium, avanzando occuparono Ursei o Ursenti tra Vietri di Potenza e Caggiano e Numistro l’attuale Muro Lucano.

Questi primi quattro insediamenti sarebbero i più antichi stanziamenti di popolazioni, probabilmente Osci e Sabelli, già presenti nella parte a sud della Campania prima dell’arrivo dei Lucani.

I Lucani vivevano sostanzialmente di pastorizia e costruivano i loro insediamenti su alture, si hanno tracce di culti religiosi legati alla divinità delle acque, Mefithe, ed alla divinità della guerra, Mamerte; parlavano la lingua osca e adottarono dai greci la scrittura, difatti vi sono iscrizioni lucane in lingua osca che utilizzano caratteri dell’alfabeto greco.

Lo storico Strabone descrive i Lucani come un popolo che risiedeva in un territorio ricoperto da boschi e foreste abitate da orsi, lupi e cinghiali, dedito alla pastorizia, con un costituzione democratica che veniva sostituita solo nei periodi di guerra da una forma di dittatura militare.

La più antica fonte storica che parla di questi insediamenti Lucani in Campania è attribuita a Diodoro Siculo e risale al 390 a.C.: in quell’anno le popolazioni lucane avrebbero conquistato Poseidonia e si sarebbero alleate con il potente Dionigi da Siracusa.