Cosa vedere a Trento: non solo mercatini di Natale

Città di Trento

Centro tra i più antichi e caratteristici delle Alpi, la città è oggi capoluogo sia della Regione Trentino Alto Adige che della omonima Provincia Autonoma. Si adagia a 194m. sulla riva sinistra del fiume Adige ai piedi del monte Bondone, zona turistica estiva e invernale detta anche “Trento Alta”. Montagna, pascoli e sentieri, “Le Maddalene”.

Immense distese di prati intramezzati da piccoli borghi: l’Alto Valle e la Predaia. Il regno della Mela, le quattro Ville d’Anaunia e gli incanti naturalistici della zona del Brenta, tutto raccolta in un’unica grande valle: la Val di Non.

Cosa vedere in città a Trento

Per una visita alla città, si suggerisce: la Piazza Duomo, una delle più belle d’Italia. Al centro la Fontana di Nettuno. Fanno corona le case affrescate da Balduini e Cazuffi, e anche la Torre civica innalzata attorno all’anno mille. Tra le chiese, da ricordare S:Maria Maggiore, rinascimentale con lo storico organo e San Lorenzo, in perfetto stile romanico monastico. Chiude la città sul lato orientale il grande complesso del Castello del Buonconsiglio, antica dimora dei Principi, che ospita oggi il museo trentino del Risorgimento e il museo d’arte.

In questa regione convivono due cucine, quella prettamente tridentina, che risulta da una mescolanza di abitudini venete, lombarde e asburgiche è quella bolzanina, influenzata da elementi tedeschi e slavi.

La gastronomia locale ci porta ad assaporare tipici piatti quali: i “tirtlen”, sono tortellini fritti con ripieno di spinaci, crauti e ricotta. Anche i risotti sono un piatto regionale, se ne contano almeno una decina, ognuno abbinato ad un diverso ingrediente, dai funghi alle patate, al rosmarino, alla trota, perfino ai crauti o alle mele.

La “panada”, la “mosa” e la “panicia”, sono le tre zuppe più famose del trentino, vere e proprie prelibatezze nonostante la loro genuinità. Lo stesso dicasi per i “canederli”, pasta fatta in casa abbinata a diversi sughi e condimenti.

Tra gli insaccati, oltre a delizie come il “prosciutto di Sauris” e quello di “Cormons”, si producono: salami, speck e pancetta, senza dimenticare quelli più curiosi come la “brusaula” e la “pitina. Un po’ di tutta la regione, ma qui molto presenti, sono i piatti a base di cacciagione, profumati alle erbe e accompagnati da polenta e salse o ripieni ai frutti di bosco. Tra i secondi è bene assaggiare anche: la “carne salmistrata”, la “luganega” col tortel di patate, la “ristida” piatto a base di patate lesse arrostite poi nel grasso di bue, ed infine la “pinza” torta salata con verdure di stagione. Svariati sono i formaggi tra cui i caratteristici: il “formadi frant”, l’”asino”, il “vezzena”, il “puzzone di Moena”, il “casolet”, il “tosela” e molti altri rigorosamente prodotti con metodi tradizionali.

Riguardo ai dolci, svariati sono quelli preparati dai bravi pasticceri della zona, ci limitiamo a segnalare quelli tipici meno conosciuti: la “torta di polenta e fichi”, o al grano saraceno, meno dolci ma ugualmente gustose; la vera specialità è rappresentata dalla “crostata di rabarbaro”, farcita della squisita erba che ha note proprietà digestive.

Tra i vini sottolineiamo: il “Marzemino della Vallagarina”, il “Nosiola” e il “Vino Santo” che racchiudono il clima mediterraneo del lago di Garda; elemento prezioso per il “teroldego” è l’acqua che abbonda nel terreno alluvionale, il “muller thurgau” che cresce sui pendii della val di Cembra; e ancora il “nosiola”, lo “chardonnay”, il “pinot” ed il “sauvignon”.