Cosa vedere in Salento: il significato della pizzica

Vacanze in Salento: il significato della pizzica

Compiere un viaggio significa anche scoprire identità locali nuove, sintonizzarsi con la terra ospitante e sintonizzarsi con la mentalità e con le tradizioni del posto. Prenotato un b&b con piscina Salento e il viaggio aereo fino a Brindisi, è il momento di studiare un po’, per giungere preparati in loco e desiderosi di conoscere davvero cosa significhi Salento. Parte integrante della cultura locale è certamente la musica popolare, quella pizzica che negli anni si è diffusa in tutta Italia, anche se spogliata di tutti quei valori e quei significati che la rendono tanto speciale.

Le origini della pizzica

La pizzica è la danza tipica del Salento, coreutica antica che trae le sue origini già nel ‘700. Il retaggio del tarantismo assume connotazioni negative: la pizzica nasce come reazione sociale delle lavoratrici delle campagne, costrette a vivere in un contesto sociale che voleva la donna subordinata all’uomo, in una visione patriarcale che tutt’oggi sopravvive sottopelle.

Le origini della pizzica sono pagane e solo in un secondo momento furono inglobate nel mito di San Paolo, parte di quel processo di cristianizzazione dei costumi che riguardò il Salento e tutto il Sud iIalia con l’avvento del cattolicesimo.

Reazione sociale delle donne salentine

Le donne lavoravano nelle piantagioni di tabacco, sottoposte a ritmi serrati e costrette a sottostare a una logica di deprivazione sensoriale in cui le pulsioni istintuali assumevano connotazioni peccaminose. La donna doveva reprimere le passioni e tutelarsi dalla disapprovazione sociale, sottomettersi al pater familia e accettare un ruolo di inferiorità all’uomo. L’oppressione sociale venne incanalata verso atti di degenerazione della mente, in cui le donne – recita la tradizione – punte dalla tarantola che si annidava tra i campi, finivano in uno stato di vera e propria trance. Unico rimedio per guarire al morso del ragno era quello di assecondarne il volere attraverso danze passionali e incontrollabili.

Così, la danza a cui le donne erano costrette dall’aggressione della tarantola divennero l’unico modo per spezzare gli equilibri sociali. La donna, punta nei campi, si abbandonava agli istinti, si lasciava trascinare dalle ritmiche suonate dai maestri chiamati per esorcizzare il morso, spezzando le catene di un sistema oppressivo senza andare incontro alla condanna sociale.

L’evoluzione della pizzica

Il culto di San Paolo perse importanza a partire dai primi anni del ‘900 fino a far perdere del tutto le proprie tracce. Tornò in voga sotto nuove vesti a partire dagli anni ‘70 del secolo scorso, quando in Salento venne avviato quel processo di recupero delle tradizioni locali che è alla base dell’esplosione del Brand-Salento. la pizzica divenne materia approfondita di studi accademici, inaugurati dalle ricerche dello storico napoletano Ernesto De Martino e dalla sue equipe, a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60.

La consacrazione è avvenuta negli anni ‘90, con la promozione del festival La Notte della Taranta, oggi affermatosi come l’evento di musica folk più importante d’Europa. Così oggi la pizzica si è spogliata degli aspetti più malinconici, vestendosi di connotati positivi come la frenesia, la passione e il divertimento, Si è fatta prodotto mainstream, preservando in parte una memoria storica che ha saputo ri-attualizzarsi sotto nuove vestigia, meno fedeli a quelle originali ma molto più efficaci sotto il profilo comunicativo e quello esperienziale.