Cosa vedere a Vercelli: 2500 anni di storia

Città di Vercelli

La città di Vercelli ha più di 2500 anni. Sembra che la sua fondazione risalga ad un centinaio di anni dopo quella di Roma. Numerose sono le testimonianze che ci sono giunte dal passato, una di queste è opera di Plinio il vecchio, che scrive “Vercellae Libicorum ex Salvis ortae”.

E’ situata nella pianura padana a nord del fiume Po e sulle rive del fiume Sesia. L’intera zona che circonda la città è pianeggiante ed è ricca di corsi d’acqua che permettono una abbondante irrigazione del territorio, fondamentale per la coltivazione del riso.

Vercelli è la 22^ tra le 27 città decorate con Medaglia d’Oro come “ Benemerite del Risorgimento nazionale” per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Rinascimento.

Cosa vedere a Vercelli

Per una eventuale visita alla città, degne di essere ammirate sono: la Basilica di San Andrea, iniziata nel 1219 e terminata in più epoche successive, con due splendidi campanili e numerose opere d’arte conservate al suo interno; la Cattedrale di San Eusebio situata ove vi era una basilica medievale; la chiesa di San Giuliano e la cinquecentesca chiesa di San Cristoforo. Segnaliamo inoltre: Casa Tizzoni del XV secolo; il museo Camillo Leone con reperti di storia antica vercellese; ed ancora la suggestiva piazza Cavour; il Palazzo Centori del ‘400 e il museo civico Francesco Borgogna che contiene una fornita pinacoteca, seconda per importanza solo alla Sabauda di Torino.

Per quanto riguarda la gastronomia è il riso a dominare incontrastato la campagna vercellese, ma non è l’unico prodotto a fare grande l’agricoltura e la cucina locale.

Piatto fondamentale è la “Panissa” che prevede riso cotto con fagioli, lardo, salame sotto grasso e un bicchiere di barbera; sempre sotto grasso per la sua stagionatura troviamo l’ottimo “Salam ad l’Ula”. Dalle sterminate risaie si pescano le rane che vengono cucinate nei modi più svariati. Ed ancora i “Capuneit” involtini di foglie di rabarbaro ripieni; Gli “Straccetti” fettine di pollo con verdure. Altri riti culinari sono: la “Mocetta” coscia di camoscio trattato come il prosciutto e servito a fette; la “Ciburea e Ratatuja, gustosissime preparazioni di frattaglie di carne e di patate in bagna. Non dimentichiamo “l’Uberlekke di Alagna” bollito preparato con diversi tipi di carni salate ed insaporito con verdure o salami; come pure le “Miacce” foglie di farina e latte cotte su piastre di ferro ed anche le patate “Masarai” soffritte con porri, pancetta e latte.

Tra i formaggi si possono assaporare: la mitica “Tuma” , i “Tomin d’crava” di latte caprino, il “Fracheut” composto di mascarpone e panna, ed infine il “Maccagno” dall’alpe della valsesia.

Il palato sarà deliziato dai dessert come: la “Tartufata” torta di panna e crema guarnita con granella di nocciole e ricoperta con sfoglie di cioccolato, oppure “la torta d’Alagna” con farina bianca e di mais, uova, panna, salame, toma, mele e fichi secchi. Tipici sono i “Bicciolani” biscotti speziati a base di cannella, cardamomo, coriandolo e garofano.

Sulla tavola non può mancare un buon bicchiere tra gli ottimi vini della provincia: il “Gattinara” dal sapore asciutto ed armonico, oppure il “Bramaterra” adatto ad arrosti e piatti forti,; altri vini che vengono prodotti in tre varianti: rosso, rosato e bianco, sono il “Coste del Sesia” e l’ “Erbaluce che si sposa perfettamente con piatti a base di pesce e con il sapore delicato dei risottini di primavera.